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Quello di Agazzano (Pc), situato nel punto di confluenza fra le valli del piacentino – Val Tidone, Val Luretta e Val Trebbia (da ovest a est)- è territorio di estremo interesse dal punto di vista storico urbanistico.

La parte unica del capoluogo, così come giunge fino alla metà del xx secolo, si configura come una grande piazza mercatale attorno alla quale si dispone il borgo. Di fatto, si tratta della piazza più ampi presente nella provincia di Piacenza. Questa, in origine completamente chiusa dai lotti abitativi circostanti, era dipendente dal castello Anguissola – Scotti.

 

 

Origini

Il nome del paese deriva da Agathianum, aggettivo latino che a sua volta deriva dal gentilizio Agathius, nome di un'antica famiglia agricola della zona.

Agazzano apparteneva al Pagus Lurate, citato nelle Tabula traiana del II secolo d.C. Il ritrovamento di sepolture ed altri oggetti nella frazione di Sarturano, confermano la presenza romana.

 

 

La battaglia della Trebbia

Secondo lo storico romano Polibio, nel dicembre del 218 a.C., Annibale inflisse una pesante sconfitta al console romano Tito Sempronio Longo nella battaglia della trebbia. L'esercito di Annibale, accampato nei pressi di Tavernago, riuscì a bloccare la fanteria romana nell'alveo paludoso del torrente Luretta; la cavalleria numidica appoggiata dagli arceri fece strage dei soldati romani di cui solo un terzo riuscì a trovare scampo sull'altra sponda del fiume Trebbia.

 

 

I Castelli

Molte sono le vestigia storiche che possiamo ammirare in questo comune, le più spettacolari sono i castelli:

Castello di Agazzano: edificato nel 1224 da Alberto Scoto e rimaneggiato nel XVI secolo la rocca ha pianta rettangolare. L'ingresso è costituito da due ponti uniti tra loro da un rivellino, danno accesso al mastio attraverso un cortile interno circondato da un elegante loggiato retto da colonne i capitelli delle quali sono stemmi. La facciata principale è inquadrata da due torri cilindriche, con la torre d'ingresso al centro (si possono vedere ancora gli intagli delle catene che alzavano il ponte levatoio) e non avendo subito negli anni evidenti rimaneggiamenti conserva intatta l'originaria imponenza. Affiancato da un palazzo residenziale settecentesco è di proprietà privata visitabile su prenotazione.


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